Fushimi Inari

Kyoto, 2019/11/16
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Due settimane fa, per lavoro, ho accompagnato una coppia di turisti italiani a visitare il santuario di Fushimi Inari. Sono andato a prenderli in albergo e da lì, a piedi, ci siamo diretti alla stazione di Kyoto. (Nota informativa a tutti I viaggiatori desiderosi di ammirare i famosi torii del Fushimi Inari: dallo scorso ottobre, con l’aumento dell’IVA al 10%, il costo del biglietto è salito a 150 yen.)

 

Inizia la camminata

Arrivati a destinazione, la temperatura era abbastanza mite ed il cielo era semicoperto. Vi erano sempre molti turisti ma mai come la calca estiva. Inoltre, mancando il tipico caldo umido di luglio e agosto, l’atmosfera era proprio piacevole. Messa la giacca nello zaino, abbiamo iniziato la nostra camminata.

Tutti gli edifici del santuario erano tenuti molto bene, i colori erano vivi, intensi, freschi. Alcuni dei torii erano stati riverniciati di recente ed era facilmente riconoscibile l’odore della vernice. Gli sguardi austeri, minacciosi delle varie statue delle volpi presenti al suo interno accompagnavano il nostro cammino.

Dopo qualche foto, abbiamo iniziato a percorrere la prima fila di torii, la vetta era ancora lontana e i turisti davanti e dietro di noi erano ancora molti. Nel frattempo il tempo procedeva silenzioso e intorno a noi iniziava a affievolirsi la luce del giorno. Giunti a metà percorso circa, abbiamo trovato innanzi a noi una mappa con indicata la nostra posizione e quanto mancava fino al termine: tanto! Eravamo probabilmente a poco più della metà.

Cosa fare? Continuare o scendere? L’aria era fresca, e l’occasione unica (quando avrebbero potuto riprovare i miei clienti?); le motivazioni c’erano e di comune accordo abbiamo proseguito la nostra camminata verso la vetta. Scalino dopo scalino, torii dopo torii, incontravamo sempre meno “intrepidi” turisti.

 

La bellezza del Fushimi Inari all’imbrunire

Il panorama intorno a noi cambiava di minuto in minuto con il sole che lasciava spazio all’imbrunire. Bellissimo il tramonto, bellissima l’atmosfera. E così, giunti finalmente alla vetta del nostro percorso, abbiamo immortalato il tutto con una esaustiva foto, condividendo le emozioni del momento anche con altri turisti presenti e felici di fotografare i propri ricordi.

A differenza della salita, la discesa è stata di breve durata ma, almeno da parte mia, profondamente sentita; alla luce del pomeriggio era subentrata, man mano sempre più rapidamente l’oscurità della sera. E così ho potuto scattare alcune foto ai torii schierati innanzi a noi, attraversati dalle proprie ombre prodotte dalle luci artificiali.

Nonostante fosse ormai buio, seppur pochi, continuavano a salire volenterosi turisti, quasi richiamati dal fascino di quell’atmosfera. Tornati all’ingresso del Fushimi Inari, sormontato dal grande torii, ho salutato il santuario in attesa della prossima occasione.

 

Ritorno in stazione, Gion e saluti

Di nuovo in treno, di nuovo alla stazione di Kyoto; da lì in autobus fino allo Yasaka jinja, il santuario di Susanoo, il santuario del Gion matsuri. E poi a piedi fino a Gion dove ci siamo, infine, salutati. Un piacevole pomeriggio passato in compagnia di una coppia attiva, alla mano e interessata alla storia della città e dei suoi luoghi. Alla prossima!

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Gallery:
https://www.pedoja.com/wp/portfolio/7-11-2019/

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