Otoyo jinja polsini

Otoyo jinja

Sabato scorso ho tenuto una diretta streaming dall’Otoyo jinja durante la quale ho parlato del santuario e ho raccontato la sua storia e le sue peculiarità. Nella mia pagina Facebook “diario di un papà in Giappone” avevo scelto anche questa foto per pubblicizzare l’evento.

Qualche giorno prima ero andato al santuario per ricevere i polsini (in giapponese “tekkō”手甲) per il matsuri. Obayashi san, kannushi dell’Otoyo jinja ed amico, mi aveva contattato per informarmi che erano pronti e che potevo andare a ritirarli.

Piccola parentesi: forse non tutti voi conoscono che cosa sia un matsuri e come si svolge. Brevemente, si tratta della festa annuale del santuario e, in quel giorno, gli officianti portano in giro il mikoshi (tempietto portatile in cui risiede la divinità venerata nel santuario) per le vie del quartiere, della zona e della città, caricandoselo sulle spalle.

Quindi, con grande gioia sono andato a ritirare questo prezioso regalo. Scrivo volutamente prezioso perché non è il prezzo dell’oggetto ma il valore del medesimo che mi fa sentire parte di questa realtà. Ci conosciamo da circa 8 anni e sono veramente felice di rappresentare l’Otoyo jinja.

Spero a breve di riuscire a scrivere post sull’argomento “matsuri e mikoshi” con maggior frequenz in modo da mostrarvi la mia più che decennale esperienza nei matsuri di alcuni santuari di Kyoto, come sono arrivato ad essere un membro fisso dei gruppi che vi partecipano e come si svolgono.

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